venerdì 11 giugno 2010

Quinta lezione (14-05-2010).. senza di me!!

Questa volta è stata una tremenda influenza a fermarmi e così, il 14 maggio, non mi sono presentata, per la seconda settimana consecutiva, a lezione :-(
Leggiucchiando nei vostri blog mi pare di aver capito che i punti salienti dell'incontro sono stati:
* la GRATUITA' APPARENTE di Internet
* l'I PAD
* il COPYRIGHT
* la funzione di GOOGLE (o GOGOL che dir si voglia!)

Ok, per quanto riguarda il primo punto, qualcosa era già stato accennato durante la terza lezione (e quella volta c'ero!!) in merito ai servizi a pagamento introdotti da "Repubblica" in seguito al suo recente restyling. Più in generale, gli editori sono corsi ai ripari dopo un periodo in cui i contenuti di internet erano davvero gratis, condizione che ha provocato un forte indebitamento. Per il momento i contenuti editoriali a pagamento sono solo un "affare" dei grandi giornali, i cosiddetti VAS - Servizi di Valore Aggiunto.
Ma non è finita qui: cito Fabio:
Il mercato in questo momento lo fanno i produttori delle macchine, non i produttori di contenuti. La Apple imposta i costi per il download delle applicazioni di terzi. L’editoria analogamente si trova costretta a sottostare alle leggi di un mercato che penalizza ciò che è fisico, cartaceo e tattile di fronte alla gratuità degl’impalpabili contenuti web!
Presto comunque verranno ad imporsi anche contenuti informativi via web a pagamento per imporre un freno al mercato gratuito.
Dietro alla gratuità risiede anche un problema di etica professionale, in quanto chi produce contenuti che non gli porteranno frutto economico sarà naturalmente portato a ridurre il proprio impegno. C’è quindi un problema etico. Ma spazio e tempo sono gratuiti: il dibattito continua a portare verso la gratuità... Dal punto di vista editoriale però è un suicidio far lavorare persone in maniera gratuita.
Il problema è che i primi a sbagliare sono stati proprio gli editori, che sono stati generosi sin dall’inizio, presi dalla corsa a fornire accessi e contenuti in concorrenza tra loro. Cattiva percezione del fenomeno di crescita degli utenti.
Google è una multinazionale che fornisce servizi per internet. Questi servizi sembrano gratuiti, ma in realtà vengono pagati molto cari. Ad esempio la posizione nell’indicizzazione viene pagata, tramite tante strategie. In pratica si tratta di algoritmi di indicizzazioni richieste ad aziende satellite di Google che forniscono un servizio per aumentare la posizione di risultato.
 

Passiamo all'I PAD, l'ultima rivoluzione informatica destinata però, come tutte le nuove tecnologie, a diventare "vecchia" tra qualche mese. E' l'oggetto del desiderio di molti italiani, nel primo giorno di vendita le file nei negozi per aggiudicarsi un gioiello di 700 euro circa erano chilometriche. Ma sarei pronta a scommettere che nel migliore dei casi il 10% dei fortunati acquirenti saprà sfruttare a pieno le potenzialità dell'I PAD.



Last but not least il copyright, la cui violazione è severamente punita in molti ambiti ma non sul web, a causa dell'enorme vastità del web stesso ma anche dalla mancanza di una regolamentazione che preveda delle sanzioni per chi non rispetta i diritti d'autore.
Se si pensa che anche il sito della camera dei deputati viola il copyright riportando le prime pagine dei grandi quotidiani, allora è tutto detto.
Solo la Francia ha provato, fallendo, a stabilire una normativa specifica. Un bel guaio, non c'è che dire..

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