sabato 12 giugno 2010

9 luglio 2006: "Il cielo è azzurro sopra Berlino"!!



Per tutti quelli che, come me, per 4 anni hanno riguardato queste splendide immagini all'infinito..
Per tutti quelli che, dopo il rigore di Fabio Grosso, hanno esultato fino a piangere dalla felicità..
Per tutti quelli che la notte del 9 luglio 2006 non sono andati a dormire..
Per tutti quelli che tifano Italia incondizionatamente, nonostante le solite polemiche, nonostante la consapevolezza di sapere che non siamo i più forti in Sudafrica
Per tutti quelli che, come me, il 14 giugno 2010 alle 20.30 saranno incollati alla tv per vivere grandi emozioni!!

venerdì 11 giugno 2010

Quinta lezione (14-05-2010).. senza di me!!

Questa volta è stata una tremenda influenza a fermarmi e così, il 14 maggio, non mi sono presentata, per la seconda settimana consecutiva, a lezione :-(
Leggiucchiando nei vostri blog mi pare di aver capito che i punti salienti dell'incontro sono stati:
* la GRATUITA' APPARENTE di Internet
* l'I PAD
* il COPYRIGHT
* la funzione di GOOGLE (o GOGOL che dir si voglia!)

Ok, per quanto riguarda il primo punto, qualcosa era già stato accennato durante la terza lezione (e quella volta c'ero!!) in merito ai servizi a pagamento introdotti da "Repubblica" in seguito al suo recente restyling. Più in generale, gli editori sono corsi ai ripari dopo un periodo in cui i contenuti di internet erano davvero gratis, condizione che ha provocato un forte indebitamento. Per il momento i contenuti editoriali a pagamento sono solo un "affare" dei grandi giornali, i cosiddetti VAS - Servizi di Valore Aggiunto.
Ma non è finita qui: cito Fabio:
Il mercato in questo momento lo fanno i produttori delle macchine, non i produttori di contenuti. La Apple imposta i costi per il download delle applicazioni di terzi. L’editoria analogamente si trova costretta a sottostare alle leggi di un mercato che penalizza ciò che è fisico, cartaceo e tattile di fronte alla gratuità degl’impalpabili contenuti web!
Presto comunque verranno ad imporsi anche contenuti informativi via web a pagamento per imporre un freno al mercato gratuito.
Dietro alla gratuità risiede anche un problema di etica professionale, in quanto chi produce contenuti che non gli porteranno frutto economico sarà naturalmente portato a ridurre il proprio impegno. C’è quindi un problema etico. Ma spazio e tempo sono gratuiti: il dibattito continua a portare verso la gratuità... Dal punto di vista editoriale però è un suicidio far lavorare persone in maniera gratuita.
Il problema è che i primi a sbagliare sono stati proprio gli editori, che sono stati generosi sin dall’inizio, presi dalla corsa a fornire accessi e contenuti in concorrenza tra loro. Cattiva percezione del fenomeno di crescita degli utenti.
Google è una multinazionale che fornisce servizi per internet. Questi servizi sembrano gratuiti, ma in realtà vengono pagati molto cari. Ad esempio la posizione nell’indicizzazione viene pagata, tramite tante strategie. In pratica si tratta di algoritmi di indicizzazioni richieste ad aziende satellite di Google che forniscono un servizio per aumentare la posizione di risultato.
 

Passiamo all'I PAD, l'ultima rivoluzione informatica destinata però, come tutte le nuove tecnologie, a diventare "vecchia" tra qualche mese. E' l'oggetto del desiderio di molti italiani, nel primo giorno di vendita le file nei negozi per aggiudicarsi un gioiello di 700 euro circa erano chilometriche. Ma sarei pronta a scommettere che nel migliore dei casi il 10% dei fortunati acquirenti saprà sfruttare a pieno le potenzialità dell'I PAD.



Last but not least il copyright, la cui violazione è severamente punita in molti ambiti ma non sul web, a causa dell'enorme vastità del web stesso ma anche dalla mancanza di una regolamentazione che preveda delle sanzioni per chi non rispetta i diritti d'autore.
Se si pensa che anche il sito della camera dei deputati viola il copyright riportando le prime pagine dei grandi quotidiani, allora è tutto detto.
Solo la Francia ha provato, fallendo, a stabilire una normativa specifica. Un bel guaio, non c'è che dire..
Si è conclusa da un paio di minuti la prima sfida di questi Mondiali, Sudafrica-Messico.
Il risultato finale 1-1, con la squadra di casa in vantaggio e poi ripresa dai centroamericani. Ma la scena più bella è stata l'esultanza sudafricana per il gol, con tanto di coreografia annessa!! ;D
Sì, penso che ci sarà da divertirsi..e come dice Shakira: "This time for Africa"!!

giovedì 10 giugno 2010

Mondiali? No,grazie!

Mondiali vicini, entusiasmo alle stelle..per quanto mi riguarda!!
In realtà stamattina ho intervistato ragazze e donne parmigiane - sulla scia della notizia che due terzi delle donne francesi non seguiranno l'evento - per sapere come si comporteranno al riguardo.
Purtroppo a Parma non va meglio: quasi nessuna seguirà gli incontri, se non quelli dell'Italia nel caso si trovasse in compagnia.
Nella città ducale quindi, che fa ogni giorno dello sport uno stile di vita, il calcio non sembra proprio decollare (almeno nell'universo femminile).
Tutte si dicono poco o per niente appassionate dello sport nazionale, ma possibile che non sentano neanche un pò di spirito "patriottico"??
Vabbè, contente loro.. XD
..E voi che cosa farete??
Vi posto il link del video!
Mondiali? No, grazie!

SUDAFRICA 2010: -1!!



Eppure nel 2006 (precisamente 9 luglio) sembrava così lontano il 2010..invece siamo qui a un giorno dall'inizio dei Mondiali, per la prima volta ospitati dal continente "povero".
C'è chi predice grandi disagi, scarsa organizzazione, per non andare poi sul tragico: attentati. Io non la penso così: spero che sia un'occasione di festa, come dovrebbe essere qualsiasi manifestazione sportiva, e una chance per questi Paesi di rilanciarsi nel mondo.
Hanno affermato che gli eventi di quest'anno porteranno a una notevole crescita del turismo in Africa già dall'anno prossimo, io dico che è una cosa meravigliosa, come molti sono i luoghi meravigliosi laggiù che non sappiamo nemmeno che esistono!! (a meno che non siamo fan accaniti di "Alle falde del Kilimangiaro"!!)
Con questo non si vogliono dimenticare le guerre, la povertà, le malattie, la fame, la miseria e tutti gli altri problemi che l'Africa deve fronteggiare ogni giorno, tutti i giorni e che a forza di ripetere diventano banali.
Per me si tratta di dare una possibilità a questi Paesi per dimostrare la loro grandezza, e questo è il momento; per pensare ai problemi ci sarà tempo nei prossimi 11 mesi, e negli anni a seguire.
Cosa penso? Che questi Mondiali saranno grandiosi, che sarà divertente sentir suonare migliaia di vuvuzela, che di contagioso per i turisti ci sarà solo l'entusiasmo dei locali.
Quelli che si preoccupano e che volevano strappare questa chance al Sudafrica sbagliano. E' giusto così.
A questo punto, non resta che iniziare il conto alla rovescia e..godersi lo spettacolo!!
ps. questa non è la canzone ufficiale, lo so. Ma mi piace di più rispetto a "Waka Waka" di Shakira.

Quarta lezione: "D'Agostino?" Assente"

Ebbene sì, questa me la sono proprio persa. L'unica cosa da fare era quindi vagare all'interno degli altri blog alla ricerca di qualcosa di "convincente"! e sono stata fortunata, perchè "manciu84", che ringrazio ovviamente, ha fatto bene i compiti a casa, e così la sua "narrazione" della lezione da me persa risulta molto chiara e soddisfacente! Ecco quello che è successo durante la mia assenza nell'aula K3 di via D'Azeglio 85:

"LEZIONE DEL 7/05/2010
Prof. Ferrandi
ARGOMENTO: giornalismo on-line. Visione e analisi dei siti delle principali testate europee e italiane.
Il punto di partenza della lezione è stato il diverso approccio alle news dei SITI WEB dei quotidiani rispetto ai GIORNALI CARTACEI, prendendo come esempio i risultati delle lezioni inglesi, dunque una NOTIZIA IN CORSO DI SVOLGIMENTO. Date l'ora (notte) e la situazione incerta delle elezioni è ovvio che le testate cartacee non possano "coprire" la notizia in modo completo ed esaustivo. A tal proposito è interessante notare come il Corriere della Sera e La Repubblica (che intorno alle ore 23,00 vanno in stampa) abbiano affrontato la notizia. La Repubblica si limita a "fotografare" la situazione in modo misurato e senza rischiosi sbilanciamenti verso azzardati pronostici. Dal lato opposto il Corriere adotta una linea più intraprendente e "rischiosa", riportando alcune dichiarazioni di Cameron in cui il leader dei conservatori afferma che il suo partito potrà governare da solo. I fatti daranno torto tanto a Cameron quanto alla scelta editoriale del Corriere. L'esempio è significativo della situazione in cui vengono a trovarsi i giornali cartacei quando devono confrontarsi con questo tipo di news. Essi non riescono a stare al passo con queste notizie per ovvie ragioni temporali, dovute alle routines produttive e di distribuzione a cui sono legati. Le testate cartacee si difendono affermando di colmere il gap temporale con l'APPROFONDIMENTO, ma, in realtà, un sito ben fatto oltre alla velocità nel dare le news è in grado anche di approfondirle. Il punto di forza del WEB è la sua innegabile capacità di seguire tutte le notizie IN TEMPO REALE. C'è però anche un punto debole, legato al poco tempo a disposizione per verificare la corretttezza delle notizie. Limite che, soprattutto per le testate on-line italiane, porta a elevare con troppo facilità alcuni avvenimenti al rango di EVENTI STRAORDINARI anche quando non lo sono. ( es. un presunto allarme bomba viene subito "sparato" a centro pagina senza le dovute verifiche salvo poi rivelarsi falso).
Uno dei principali problemi di Internet è legato al fatto che nessuna innovazione parte dal centro, ma bensì dsalle zone marginali, anche perchè la rete, per ragioni strategiche, dovute alla sua genesi come struttura militare, non ha un centro vero e proprio. Questo è ciò che è accaduto anche nel mondo dei quotidiani: ad es. in Italia la prima testata a sbarcare sulla rete con un progetto serio è stata l'UNIONE SARDA, dunque un quotidiano periferico nel panorama nazionale. Sostanzialmente le testate più grandi arrivano in rete piuttosto tardi tentando di riprodurre, almeno all'inizio, la struttura del giornale cartaceo. Il limite dei siti dei quotidiani italiani è da ricercare negli investimenti che, seppur in crescendo, sono sempre stati troppo esigui, con il risultato di avere redazioni on-line estremamente ridotte rispetto a quelle del cartaceo.
Dunque: PERSONALE RIDOTTO + MOLTO LAVORO = sui siti dei quotidiani italiani è sempre più frequente la pratica del copia/incolla.
Altro limite alla qualita' del prodotto rappresentato dal MODELLO DI BUSINESS adottato, un modello "ossessionato" dal NUMERO DI PAGINE VISTE. Così venfono spesso messe in evidenza (solitamente nella parte destra della home page) notizie di gossip unite a immagini o animazioni accattivanti, il tutto con lo scopo dichiarato di indurre il lettore al "CLIC".

Ma perchè i giornali italiani on-line sono fatti così ?
La ragione principale è appunto legata all'insufficienza degli investimenti, a cui vanno aggiunte carenze strutturali, ritmi di lavoro frenetici, scarsità di personale addetto, netta e controproducente divisione tra redazione on-line e redazione "di carta". Nei giornali americani non esiste una vera distinzione tra le due redazioni, ma c'è molta integrazione, il che porta ad avere siti di qualità che contengono notizie e non solo titoli, immagini e sommari, come invece accade per quelli italiani. Dunque in Italia il vero problema è relativo alla qualità, qualità che richiede investimenti, quindi "va pagata" e i costi gestione difficilmente vengono ammortizzati con la pubblicità (come avviene per i giornali di carta) perchè in rete la pubblicità non rende ancora abbastanza.
Da un'attenta osservazione di alcuni dei principali siti di quotidiani italiani, europei e americani, si nota comunque una grande omogeneizzazione sia nella disposizione delle news sia nei contenuti delle stesse. Sostanzialmente, oltre ai contenuti, anche l'impostazione grafica dei giornali (tanto nella versione cartacea quanto in quella on-line) è sempre più simile. Il perchè è presto detto, infatti, ad occuparsi dell'impostazione grafica sono in realtà un ristretto numero di multinazionali. Così accade che più giornali, anche "rivali", vengono "disegnati" da una stessa azienda. Grafica e contenuti sempre più simili e omogenei portano l' INFORMAZIONE ad essere sempre più simile a se stessa.

FOCUS
La Repubblica, quotidiano nazionale che, nonostante il gap della "giovane età", oggi vende solamente 30.000 copie in meno del Corriere e batte il celebre "rivale" per visite alle pagine on-line, a differenza del quotidiano di via Solferino (che lega le sue fortune ad una consistente diffusione in Lombardia), mira a legare il proprio nome ad una capillare ed omogenea distribuzione su tutto il territorio nazionale. Per ottenere tale scopo ha deciso di attivare redazioni on-line i vari capoluoghi di Regione e città ritenute strategiche in cui non fossero ancora presenti testate del gruppo Repubblica-l'Espresso. La scelta dell'on-line è determinata dai costi, infatti aprire redazioni "di carta" sarebbe costato decisamente troppo. (es. larepubblicaparma.it).
GERMANIA
In Germania la stampa è sostanzialmente divisa in due: da un lato quella di QUALITA', attente, precisa, a volte persino troppo seria e "noiosa", dall'altro quella POPOLARE e SCANDALISTICA più interessata alle notizie di gossip e costume. Questa distinzione la ritroviamo anche in Gran Bretagna.
FRANCIA
LE MONDE: il sito del quotidiano "Le Monde" ha un'impostazione molto seria, nella parte destra della pagina non appaiono quasi mai box "ammiccanti" con lo scopo di attirare l'attenzione del lettore. o spazio dedicato al gossip, nelle home page, è nullo o comunque molto esiguo.
LE FIGARO: questo sito è invece più simile a quelli italiani: con notizie anche più soft e maggiore spazio dedicato al gossip."


Molti dei concetti espressi in questo post non mi giungono nuovi: nella seconda lezione, che verteva principalmente sulla differenza tra giornalismo tradizionale e digitale, essi erano già stati sottolineati.
Inoltre, lavorando ormai da diversi mesi nella redazione di un giornale esclusivamente on-line, non posso che associarmi a quanto detto sulle differenze tra i due tipi di redazione. A mio parere, focalizzerei ancora di più una tra queste differenze: la DIVERSA GESTIONE DEL TEMPO. In una redazione on-line non è in alcun modo pianificabile il proprio lavoro, quando viene pubblicata un'agenzia devi riprenderla e pubblicarla a tua volta il più in fretta possibile, per essere più veloce della concorrenza. Ti riduci così a dei "copia-incolla" che sminuiscono il lavoro del giornalista, e che danno vita a quello che molti chiamano "giornalismo di bassa lega".
Ma purtroppo sono le regole del gioco, se rielabori troppo, gli altri arrivano prima di te.
Per fortuna che ogni tanto c'è anche lo spazio, o meglio il tempo, per articoli e servizi audio-visivi realizzati "ex-novo", che nascono interamente dalla propria testa!
Ah, giusto per la cronaca, io ho visto la redazione dell'Unione sarda sopra citata (ma solo dall'esterno)..non so quanto possa interessarvi, ma a me quel momento era piaciuto!

Ma parla di me?!?

Ahhhhhhhhhhhhhhhhh!! 10 giugno, ore 16.33, corso finito e 1 blog fermo alla terza lezione..non male!!
La verità è che quando nell'ultima lezione il prof. ha parlato di blog trascurati, non so perchè, mi sono sentita LEGGERMENTE chiamata in causa!! :/
Ora bisogna cercare di rimediare, per quanto possibile, quindi è meglio che inizi ad addentrarmi nei vostri blog, alla ricerca di qualcosa di interessante..
Vado!!